Il Gruppo Speleologico di Gallarate è attivo dal 1983 e fa parte della Federazione Speleologica Lombarda.

Intervista

Scusi, avrebbe del tempo da dedicarmi per una intervista ?
E perché no ?

Lei pratica dello sport ?
Si, pratico speleologia.

Interessante ! Da quanto tempo pratica Speleologia ?
Da circa 23 anni.

Come le è venuta l’idea di praticare questo sport e perché ?
L’idea di frequentare un corso di introduzione alla speleologia è venuta a mia moglie, e insieme abbiamo frequentato il corso.
Allora eravamo solo fidanzati, e un suo amico le aveva fatto questa proposta e conoscendomi, lei, aveva pensato che mi sarebbe piaciuto e così è stato. Personalmente non avrei mai immaginato che per entrare nel mondo della speleologia bastasse così poco, anche se è una disciplina che mi ha sempre attratto. Il perché ho frequentato il corso? E’ stato un insieme di cose e sicuramente è stata mia moglie a convincermi.

Come si diventa speleologo ?
Frequentando appunto un corso di introduzione alla speleologia. Io ho frequentato un corso organizzato dal CAI e alla fine mi è stato rilasciato un attestato di partecipazione. Sostanzialmente non è stato quel pezzo di carta che mi ha definito uno speleologo.
Solo frequentando il Gruppo Grotte ho avuto modo di imparare, e nel mio caso è stata una “rivelazione”, poiché successivamente ho frequentato un corso nazionale CAI di perfezionamento tecnico, un corso nazionale propedeutico abilitante agli esami di istruttore di speleologia ed esami. Ora in effetti ho il titolo di Istruttore CAI di Speleologia da circa 18 anni.

Lei quindi è istruttore, anche sua moglie è istruttore ?
No, lei ha praticato speleologia solo durante il corso, poi per problemi di vertigini ha un po’ abbandonato il lato pratico di questa disciplina, ma ha sempre continuato a frequentare gli amici del Gruppo Grotte. Ultimamente, avendo avuto una figlia, le possibilità si sono ancora più ridotte.
Occorre dire che per praticare l’attività speleologica non servono particolari attitudini o capacità però molte volte la paura del vuoto o dell’altezza e la claustrofobia possono creare una selezione naturale.

Sono molti gli speleologi in Italia ?
No, direi pochissimi.

Che differenza c’è tra uno speleologo e un istruttore ?
Confrontato con uno speleologo di esperienza e capacità, direi solo il titolo.
Non è che vi sia differenza tra essere un istruttore e non. Si diventa istruttore per vocazione, e credo che la differenza sia solo quella di essere capaci a seguire e trasmettere ai compagni la sicurezza delle manovre che stanno per compiere. Serve infatti pensare alle proprie mosse ma anche a quelle degli altri, anticipando e risolvendo ogni seppur piccola difficoltà.
Nel mio gruppo vi sono ragazzi bravi con un buon livello di preparazione, non mi sento superiore a loro. Quando sei Istruttore ti viene richiesto anche un certo impegno a livello nazionale con corsi di aggiornamento, riunioni, ecc…
L’esperienza maturata durante gli anni attraverso l’attività con il Gruppo, il frequentare corsi nazionali o praticare speleologia in ambienti diversi e con persone diverse, fanno sì, che si apprendano realtà differenti che portano a un grado di preparazione più vario rispetto a chi pratica speleologia da sempre restando nel proprio “brodo” naturale.

Durante i corsi ha avuto quindi delle belle esperienze ?
Si, ritengo che qualsiasi corso nazionale e non sia molto positivo.

Ci dica la verità, quali sono state le sue più belle esperienze ?
Ve ne sono molte, ma le più belle sicuramente non sono legate solo al fatto di aver conosciuto tanti nuovi amici, ma credo valga per ogni speleologo quella della scoperta: scoprire nuove cavità, esplorarle per la prima volta, percorrere cunicoli dove mai nessun essere umano ha mai messo piede è un’emozione che non si può descrivere se non provandola in prima persona.
Io ad esempio posso dire di aver partecipato fin dall’inizio alla scoperta di una cavità che al momento del ritrovamento era solo una fessura di pochi centimetri ed ora è la più profonda cavità della zona. Ultimamente poi, facendo dei lavori più dettagliati per mezzo del rilievo topografico, abbiamo scoperto nuove diramazioni per più di un Km, ritrovando tra l’altro un bellissimo giacimento fossilifero di Conchodon (una particolare conchiglia a forma di cuore).
Interessanti sono anche le cavità artificiali, le miniere abbandonate per intenderci.
Una volta dei miei compagni in un uscita precedente nello scavare in prossimità di una frana, avevano rinvenuto una galleria e subito dopo un pozzo. Non avendo con loro corda sufficiente avevano rinviato l’esplorazione la volta dopo dove ero presente anche io. Disceso il pozzo abbiamo raggiunto un livello inferiore della miniera ancora intatta dai tempi dei minatori, sul luogo c’erano i materiali di cui si servivano gli operai per lo sfruttamento. Badili, scalpelli, punte e secchielli che solo al tatto si sgretolavano nel nulla e poi un ulteriore pozzo che una volta sceso (più di 50 metri) ci ha portato nei livelli più bassi. Sembrava di essere in un film di Indiana Jones, è stata una domenica molto avventurosa. Nel discendere i pozzi, le scalette metalliche si staccavano da sotto i piedi precipitando verso il basso, nel camminare lungo le gallerie, il pavimento sprofondava sotto i piedi.
Siamo sempre stati in sicura durante tutta l’esplorazione attraverso l’uso delle corde, in quanto avevamo previsto lo stato di degrado dell’ambiente.
E’ stata un’esperienza che è valsa la pena di vivere e che sicuramente non dimenticherò.
Anche la Sardegna ad esempio, che è stata meta del Gruppo in alcuni anni, ci ha riservato sempre qualche bella sorpresa. Qui anche la grottarella più insignificante è qualcosa di eccezionale, di recente abbiamo provato anche l’escursione in acqua per mezzo della muta subacquea.
Sempre in tema di acqua, ultimamente stiamo praticando anche del torrentismo!
E…che dire poi delle escursioni che organizziamo con i bambini delle scuole, ne combinano sempre una, e attraverso la loro esperienza, le loro affermazioni e domande semplici e a volte banali, riescono a farti vedere l’ambiente ipogeo in maniera diversa.
Cerchiamo di trasmettere loro l’importanza di un comportamento civile e rispettoso di questi ambienti unici e rarissimi che meritano di rimanere tali.

Durante la sua esperienza non ha mai avuto incidenti ?
La risposta è si, ma mai gravi.
Gli incidenti come in tutte le cose possono capitare, basta stare attenti, poi comunque l’imprevedibile non è possibile prevederlo!

Potrebbe raccontarne l’accaduto ?
Non vorrei che il mio racconto possa far giudicare la speleologia uno sport pericoloso, comunque in effetti, ho avuto più di un incidente. Per ben 2 volte sono “volato” da un pozzo e in entrambi i casi la causa è stata la rottura per tranciamento del filo d’acciaio di una scaletta metallica (attrezzatura tra l’altro ormai in disuso nella speleologia moderna). Devo riconoscere comunque che in entrambi i casi parte della colpa è da attribuirsi a negligenza nell’utilizzo corretto di tale attrezzatura.
E’ successo tanti anni fa e alle prime esperienze, penso proprio che non mi riaccadrà più.
Altro incidente ma senza conseguenze gravi mi è capitato ad un’uscita effettuata in una cavità con la caratteristica di essere un inghiottitoio, una cavità prevalentemente verticale; un susseguirsi di pozzi intervallati da terrazze per intenderci.
Era periodo estivo e di conseguenza periodo di temporali anche improvvisi.
A me è toccato il compito di armarla (fissare le corde alla roccia per potersi calare) e dopo essere sceso fino ad un laghetto, mi fermo in attesa che i restanti compagni mi raggiungano. Da sopra il pozzo si sentivano voci gridare ma per l’effetto dell’eco e per l’elevata altezza del pozzo non si riusciva a capire cosa esattamente dicessero. Ho pensato a qualche incidente, anche se mi sembrava strano. Decido quindi di risalire per verificare il tutto e a circa 10 metri d’altezza ecco svelato il mistero, una cascata d’acqua improvvisa freddissima mi arriva dall’alto mandandomi subito nel panico. La portata d’acqua aumentava sempre più, e io non riuscivo più nemmeno a respirare li a 10 metri d’altezza appeso alla corda. Per risolvere, dentro di me in quel momento ho pensato a tutto e la cosa più logica era quello di scendere, salire era impossibile. Vi era un problema però. Per poter scendere bisognava inserire nella corda gli attrezzi per la discesa e staccare quelli per la risalita e oltre al fatto di non riuscire a respirare avevo già le dita delle mani congelate.
Dondolandomi sulla corda, sono riuscito a prendere respiro portandomi a lato dal getto d’acqua e così facendo sono riuscito anche a scendere.
Una volta sceso sono stato subito soccorso dai miei compagni che hanno fatto il possibile per scaldarmi.
Tutto si è risolto per il meglio naturalmente e alla fine si è scoperto che un forte temporale si era abbattuto sulla zona, dimostrando che il periodo scelto per l’escursione era sbagliato; in questo tipo di cavità è sicuramente meglio entrare d’inverno.
E’ stata un esperienza incredibile, bella da raccontare ma che non auguro a nessuno di vivere.

Cosa le manca della speleologia ?
La moglie!
Mi piacerebbe tanto che mia moglie sia al mio fianco durante le escursioni e le esplorazioni alle cavità. In effetti ho invidia quando vedo amici praticare lui e lei assieme speleologia. Anche se però capisco le motivazioni di mia moglie.

Cos’é per lei la speleologia ?
E’ sport, avventura, scienza, divertimento, compagnia, amicizia un mix di tante cose.
Una attività che ti costringe ad uno sforzo fisico non indifferente, ma che contemporaneamente ti rilassa i nervi e ti aiuta a scaricare la tensione nervosa accumulata durante la settimana lavorativa. Questa risposta penso che non sia solo personale, ma di chiunque pratica la speleologia! Ognuno poi, a seconda dei propri interessi, la può vivere in maniera diversa.

Ha sogni nel cassetto ?
Beh!, sicuramente scoprire nuove cavità ma di un certo interesse, qualche ritrovamento paleontologico ad esempio, o comunque qualcosa che faccia notizia.
Il poter continuare a fare della speleologia e magari avere un po’ più di tempo a disposizione, anche se la famiglia ha sicuramente la priorità.
Per il futuro, se sarà rara la possibilità di avere la moglie a fianco, perché no mia figlia quando raggiungerà l’età?

Grazie del tempo che mi ha dedicato e a risentirci a presto.
Arrivederci, e in considerazione al fatto che mi ha fatto tutte queste domande, perché non prova anche lei a fare della speleologia ?

E cosa dovrei fare esattamente?
Trovare un Gruppo Grotte attivo nella zona in cui abita, normalmente presso le sezioni CAI si possono reperire informazioni, adesso anche Internet è un ottimo strumento di ricerca.
Dopo basta semplicemente riempire un modulo di iscrizione con i rispettivi dati anagrafici, far pervenire in tempi brevi un certificato medico che attesti la sana e robusta costituzione e una foto tessera per l’iscrizione annuale al CAI.
Non è che sempre durante l’anno si organizzano corsi, solitamente raggiunto un quorum di persone, il corso viene effettuato.
Per quanto riguarda il mio Gruppo informazioni più aggiornate si possono anche avere presso il nostro sito internet www.gruppogrottegallarate.it

Grazie di nuovo e a risentirci presto quindi!

(Intervista di Venegoni Marco, intervistato idem)