Il Gruppo Speleologico di Gallarate è attivo dal 1983 e fa parte della Federazione Speleologica Lombarda.

Villa Buttafava

Le più remote tracce di villa Buttafava risalgono al catasto di Maria Teresa d’Austria (1722) nel quale compare anche il nome della famiglia che la fece edificare: i Guenzati.
Dell’antica costruzione rimangono oggi solo le cantine, costruite con mattoni provenienti dalla vicina fornace e tenuti assieme solo con l’utilizzo della terra argillosa; su queste è stato poi costruito l’attuale edificio.

storica

Nel 1830 la villa passa alla nobile famiglia Buttafava, che la modifica rendendola strutturalmente com’è ora.
Dal 1938 alla fine della seconda guerra mondiale i proprietari sono i Celestri, famiglia milanese che qui aveva la sua residenza di campagna ed in seguito, dal 1949, i Magini. Nella metà degli anni 50, la villa è stata acquistata dalle famiglie Zibetti ed Orsini; questi ultimi ne sono ancora oggi i proprietari. Villa Buttafava – le Candie ha attraversato nei secoli alterne vicende: dal periodo di massimo splendore, soprattutto nell’ottocento, è passata attraverso una momentanea rinascita intorno al 1941, anno in cui fu in parte restaurata, per poi cadere velocemente nel degrado e nell’abbandono in cui versava fino al 1998. Nei primi mesi del ’99 sono iniziati i lavori di restauro, attraverso i quali si è cercato di riportare la villa all’antico splendore, conservandone il più possibile caratteristiche e materiali originali. I lavori sono stati conclusi nel giugno 2000 e la villa è stata inaugurata il 18 luglio.

A seguito di impossibilità dei mezzi propri e per interesse all’ignoto stato del pozzo e della cisterna, siamo stati interpellati per prenderne visione e studio. Ne segue quindi la nostra relazione.

POZZO DI VILLA BUTTAFAVA

Dopo aver verificato la resistenza strutturale della grata di chiusura del pozzo, essa, viene utilizzata per il fissaggio di una corda statica che permetterà poi agli speleologi di scendere fino al fondo del pozzo in piena sicurezza.

Facciata villa con pozzo   vista pozzo in pianta

pozzo  grata pozzo

Entriamo nel tombino presente sul pavimento vicino al pozzo ed attraverso una successiva finestrella possiamo intercettare la corda che abbiamo precedentemente posizionato.

Il primo tratto è caratterizzato per via della forte umidità, da una massiccia presenza di muschio sulle pareti fino al limite della percezione della luce solare, poi man mano scendendo sparisce.
Sono presenti inoltre, una scaletta di discesa con pioli e due tubi paralleli di pescaggio in ferro anch’essi molto ruggini e corrosi soprattutto nella parte iniziale per poi diventare in ottimo stato man mano scendendo.

disegno sezione

calata pozzoE’ risultato profondo 46 metri con un diametro utile che misura 100 cm alla sommità e 95 cm alla base.

Il pozzo è costruito con mattoni asimmetrici della stessa epoca di costruzione della villa e risultano in buono stato di conservazione.
A circa 30 metri di profondità è presente una irregolarità di costruzione , costituita dall’inglobamento e lavorazione
di un masso di conglomerato preesistente , ora in avanzato stato di disgregazione.

Attualmente il pozzo , salvo un leggero stillicidio , risulta completamente asciutto.

Essendosi poi il pozzo prosciugato per via dell’abbassamento della falda acquifera, si è ricorso ai ripari posizionando dei tubi paralleli che percorrono il pozzo fino alla base e terminano con rubinetti, valvole direzionali e delle pompe idrovore in una nicchia laterale realizzata con mattoni forati, costruita in un periodo più recente in relazione al posizionamento dei tubi stessi.
Sulla parete della nicchia sono ancora presenti infatti, due scatole elettriche in ferro e impianto di illuminazione tramite una lampadina.

fondo

conglomerato

 

 

 

 

 

 

 

 

CISTERNA DI VILLA BUTTAFAVA

La cisterna esaminata risulta limitrofa a quella grande (già resa visitabile) che era destinata a raccogliere e conservare le acque piovane destinate per uso agricolo.

ingresso cisterna  cisterna

Dalla conformazione e finiture , al contrario dell’altra , questa è stata probabilmente usata per conservare acqua ad uso potabile.
Ha una capienza di circa 10 metri cubi.
Si presenta come una stanza di 1,7×2,1 metri a fondo e pareti piatte levigate.
E’ costruita in mattoni , poi ricoperti da uno strato di cemento liscio impermeabile.

La volta risulta leggermente sub-arcuata. La botola non immette direttamente nella cisterna ma in un pozzetto parallelo adiacente ed intercomunicante alla base con essa attraverso un’apertura.
La dimensione utile del pozzetto è di 80cm mentre quella del sigillo è di 53cm.

interno cisterna

 

 

 

 

 

 

 

 

Testo tratto dal sito “www.villabuttafava.it” e realizzato da Riccardo Sainaghi, Norberto Testa e Marco Venegoni.
Immagini realizzate da Riccardo Sainaghi