Le più remote tracce di
villa Buttafava risalgono al catasto di Maria Teresa d'Austria (1722)
nel quale compare anche il nome della famiglia che la fece edificare:
i Guenzati.
Dell'antica costruzione rimangono oggi solo le cantine, costruite con
mattoni provenienti dalla vicina fornace e tenuti assieme solo con
l’utilizzo della terra argillosa; su queste è stato poi costruito
l'attuale edificio.

Nel 1830 la villa passa
alla nobile famiglia Buttafava, che la modifica rendendola
strutturalmente com'è ora.
Dal 1938 alla fine della seconda guerra mondiale i proprietari sono i
Celestri, famiglia milanese che qui aveva la sua residenza di campagna
ed in seguito, dal 1949, i Magini. Nella metà degli anni 50, la villa
è stata acquistata dalle famiglie Zibetti ed Orsini; questi ultimi ne
sono ancora oggi i proprietari. Villa Buttafava - le Candie ha
attraversato nei secoli alterne vicende: dal periodo di massimo
splendore, soprattutto nell'ottocento, è passata attraverso una
momentanea rinascita intorno al 1941, anno in cui fu in parte
restaurata, per poi cadere velocemente nel degrado e nell'abbandono in
cui versava fino al 1998. Nei primi mesi del '99 sono iniziati i
lavori di restauro, attraverso i quali si è cercato di riportare la
villa all'antico splendore, conservandone il più possibile
caratteristiche e materiali originali. I lavori sono stati conclusi
nel giugno 2000 e la villa è stata inaugurata il 18 luglio.
A seguito di
impossibilità dei mezzi propri e per interesse all'ignoto stato del
pozzo e della cisterna, siamo stati interpellati per prenderne visione
e studio. Ne segue quindi la nostra relazione.
POZZO DI VILLA BUTTAFAVA
Dopo aver verificato la resistenza
strutturale della grata di chiusura del pozzo, essa, viene utilizzata
per il fissaggio di una corda statica che permetterà poi agli
speleologi di scendere fino al fondo del pozzo in piena sicurezza.
E’ risultato profondo 46 metri con un diametro utile che misura 100 cm
alla sommità e 95 cm alla base.
Il pozzo è costruito con mattoni asimmetrici della stessa epoca di
costruzione della villa e risultano in buono stato di conservazione.
A circa 30 metri di profondità è presente una irregolarità di costruzione
, costituita dall’inglobamento e lavorazione
di un masso di conglomerato preesistente , ora in avanzato stato di
disgregazione.

Attualmente il pozzo , salvo un leggero stillicidio , risulta
completamente asciutto.
Essendosi poi il pozzo prosciugato per via dell’abbassamento della falda
acquifera, si è ricorso ai ripari posizionando dei tubi paralleli che
percorrono il pozzo fino alla base e terminano con rubinetti, valvole
direzionali e delle pompe idrovore in una nicchia laterale realizzata con
mattoni forati, costruita in un periodo più recente in relazione al
posizionamento dei tubi stessi.
Sulla parete della nicchia sono ancora presenti infatti, due scatole
elettriche in ferro e impianto di illuminazione tramite una lampadina.

CISTERNA
DI VILLA BUTTAFAVA
La cisterna esaminata risulta limitrofa a
quella grande (già resa visitabile) che era destinata a raccogliere e
conservare le acque piovane destinate per uso agricolo.
Dalla conformazione e finiture , al contrario dell’altra , questa è stata
probabilmente usata per conservare acqua ad uso potabile.
Ha una capienza di circa 10
metri cubi.
Si presenta come una stanza di 1,7x2,1 metri a fondo e pareti piatte
levigate.
E’ costruita in mattoni , poi ricoperti da uno strato di cemento liscio
impermeabile.
La volta risulta leggermente sub-arcuata. La botola non immette
direttamente nella cisterna ma in un pozzetto parallelo adiacente ed
intercomunicante alla base con essa attraverso un’apertura.
La dimensione utile del pozzetto è di 80cm mentre quella del sigillo è di
53cm.

Testo tratto dal sito
"www.villabuttafava.it" e realizzato
da
Riccardo Sainaghi,
Norberto Testa e Marco Venegoni.
Immagini realizzate da
Riccardo Sainaghi |