Il Gruppo Speleologico di Gallarate è attivo dal 1983 e fa parte della Federazione Speleologica Lombarda.

Se non sei uno speleo..

Il Gruppo Speleologico di Gallarate è stato fondato nel 1983 e da allora fa attivamente parte della Federazione Speleologica Varesina.
Tale Federazione raggruppa il maggior numero di speleologi della provincia, suddivisi nei vari gruppi grotte di appartenenza (Gruppo Grotte CAI Gallarate, Gruppo Grotte CAI Carnago, Speleoclub Valceresio CAI Gavirate, Speleo Verbano, Speleo Lura, Gruppo Speleologico Prealpino e Centro Studio per Carsismo).
Oltre all’attività di ricerca, esplorazione e rilievo in ambienti ipogei, il gruppo svolge anche un’attività didattica presso le scuole.
La Speleologia è un attività, sotto certi aspetti, ancora aliena; un’ emozione mai provata che si instaura dentro di te così tenacemente da non poterne più farne a meno, è forse come trovarsi sperduti in un deserto di pietra in una notte senza luna e senza stelle. L’avanzamento in una grotta, in quel mondo avvolto da un elettrizzante mistero, nell’oscurità delle tenebre dove l’uomo non vi ha mai messo piede, sono solo alcuni di quegli ingredienti che mescolati a fantastiche stalagmiti e stalattiti e a bellissimi resti fossili incastonati nelle rocce, danno vita ad un cocktail garantito al “visitors” terrestre.
Indubbiamente non possiamo nasconderti che la Speleologia è per molti ma non per tutti. La speleologia è uno sport che tutti possono praticare, anche quelli grassi, se prima fanno una buona dieta naturalmente, tanto da permettergli di non essere più quel masso che ostruiva e rischiava di fare da tappo al nostro cocktail. Grotta Schiaparelli E ti piacerebbe sapere cosa rischiavi di celare al mondo intero? Noi! … sperduti nell’oscurità, accompagnati dalle deboli fiammelle giallastre delle lampade ad acetilene che brillano sui nostri caschi e che ci permettono di vedere poco oltre i nostri piedi. Indoviniamo la lontana presenza delle pareti di roccia che dalle tenebre ci restituiscono rimbombando l’eco delle nostre voci. Camminiamo inerpicandoci su colline di argilla, aggirando massi caduti dalla volta, grandi letteralmente come case. Immaginiamo di lasciarci alle spalle questa enormità maestosa e di infilarci a fatica in uno stretto budello viscido di fango, e strisciando e sbuffando guadagnare una saletta bianca, risplendente di piccole luci, mille gocce d’acqua appese al soffitto come stelle. In questo minuscolo scrigno, col fiato sospeso ammiriamo microscopici, candidi arabeschi disegnati da cannule trasparenti di roccia. Sospese nell’aria, si intrecciano come pensieri, libere di andare ovunque, sfidando quella legge di gravità che reclama che tutto scenda verso il basso….
In ultimo se ti senti anemico, claustrofobico, “vecchio poltrone”, pallido, infesciato o tarato di mente allora non sei la persona che stiamo cercando. Ma se ti senti agile , forte, amante della natura e con un pizzico di follia unisciti assieme a noi , entra anche tu nello shaker per essere ingrediente di quel cocktail pronto al teletrasbordo verso il meraviglioso mondo delle grotte fra sport scienza e avventura. Renditi conto che il mondo è sempre più avaro di meraviglie per il cittadino smaliziato e annoiato; eppure, per il semplice operaio, studente o impiegato (quelli che formano la maggioranza di noi speleologi) c’è ancora un’ultima frontiera da raggiungere. Sta proprio sotto i nostri piedi, vi si può arrivare in poche ore ogni fine settimana ed è la frontiera dell’immaginazione: forse la più bella, quella dell’ignoto a portata di mano, appena al di là dello spigolo di roccia debolmente rischiarato dalla nostra lampada.