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Scusi, avrebbe del tempo da dedicarmi per una intervista ?
E perché no ?
Lei pratica dello sport ?
Si, pratico speleologia.
Interessante ! Da quanto tempo pratica Speleologia ?
Da circa 16 anni.
Come le è venuta lidea di praticare questo sport e perché ?
Lidea di frequentare un corso di introduzione alla speleologia è venuta a mia
moglie, e insieme abbiamo frequentato il corso.
Allora eravamo solo fidanzati, e un suo amico le aveva fatto questa proposta e
conoscendomi, lei, aveva pensato che mi sarebbe piaciuto e così è stato. Personalmente
non avrei mai immaginato che per entrare nel mondo della speleologia bastasse così poco,
anche se è una disciplina che mi ha sempre attratto. Il perché ho frequentato il corso?
E stato un insieme di cose e sicuramente è stata mia moglie a convincermi.
Come si diventa speleologo ?
Frequentando appunto un corso di introduzione alla speleologia. Io ho frequentato un
corso organizzato dal CAI e alla fine mi è stato rilasciato un attestato di
partecipazione. Sostanzialmente non è stato quel pezzo di carta che mi ha definito uno
speleologo.
Solo frequentando il Gruppo Grotte ho avuto modo di imparare, e nel mio caso è stata una
"rivelazione", poiché successivamente ho frequentato un corso nazionale CAI di
perfezionamento tecnico, un corso nazionale propedeutico abilitante agli esami di
istruttore di speleologia ed esami. Ora in effetti ho il titolo di Istruttore CAI di
Speleologia da circa 10 anni.
Lei quindi è istruttore, anche sua moglie è istruttore ?
No, lei ha praticato speleologia solo durante il corso, poi per problemi di vertigini
ha un po abbandonato il lato pratico di questa disciplina, ma ha sempre continuato a
frequentare gli amici del Gruppo Grotte. Ultimamente, avendo avuto una figlia, le
possibilità si sono ancora più ridotte.
Occorre dire che per praticare lattività speleologica non servono particolari
attitudini o capacità però molte volte la paura del vuoto o dellaltezza e la
claustrofobia possono creare una selezione naturale.
Sono molti gli speleologi in Italia ?
No, direi pochissimi.
Che differenza cè tra uno speleologo e un istruttore ?
Confrontato con uno speleologo
di esperienza e capacità, direi solo il titolo.
Non è che vi sia differenza tra essere un istruttore e non. Si diventa istruttore per
vocazione, e credo che la differenza sia solo quella di essere capaci a seguire e
trasmettere ai compagni la sicurezza delle manovre che stanno per compiere. Serve
infatti pensare alle proprie mosse ma anche a quelle degli altri, anticipando e risolvendo ogni
seppur piccola difficoltà.
Nel mio gruppo vi sono ragazzi bravi con un buon livello di preparazione, non mi
sento superiore a loro. Quando sei Istruttore ti viene richiesto anche un certo impegno
a livello nazionale con corsi di aggiornamento, riunioni, ecc
Lesperienza maturata durante gli anni attraverso lattività con il Gruppo, il
frequentare corsi nazionali o praticare speleologia in ambienti diversi e con persone
diverse, fanno sì, che si apprendano realtà differenti che portano a un grado di
preparazione più vario rispetto a chi pratica speleologia da sempre restando nel proprio
"brodo" naturale.
Durante i corsi ha avuto quindi delle belle esperienze ?
Si, ritengo che qualsiasi corso nazionale e non sia molto positivo.
Ci dica la verità, quali sono state le sue più belle esperienze ?
Ve ne sono molte, ma le più belle sicuramente non sono legate solo al fatto di aver
conosciuto tanti nuovi amici, ma credo valga per ogni speleologo quella della scoperta:
scoprire nuove cavità, esplorarle per la prima volta, percorrere cunicoli dove mai nessun
essere umano ha mai messo piede è unemozione che non si può descrivere se non
provandola in prima persona.
Io ad esempio posso dire di aver partecipato fin dallinizio alla scoperta di una
cavità che al momento del ritrovamento era solo una fessura di pochi centimetri ed ora è
la più profonda cavità della zona. Ultimamente poi, facendo dei lavori più dettagliati
per mezzo del rilievo topografico, abbiamo scoperto nuove diramazioni per più di un Km,
ritrovando tra laltro un bellissimo giacimento fossilifero di Conchodon (una
particolare conchiglia a forma di cuore).
Interessanti sono anche le cavità artificiali, le miniere abbandonate per intenderci.
Una volta dei miei compagni in un uscita precedente nello scavare in prossimità di una
frana, avevano rinvenuto una galleria e subito dopo un pozzo. Non avendo con loro corda
sufficiente avevano rinviato lesplorazione la volta dopo dove ero presente anche io.
Disceso il pozzo abbiamo raggiunto un livello inferiore della miniera ancora intatta dai
tempi dei minatori, sul luogo cerano i materiali di cui si servivano gli operai per
lo sfruttamento. Badili, scalpelli, punte e secchielli che solo al tatto si sgretolavano
nel nulla e poi un ulteriore pozzo che una volta sceso (più di 50 metri) ci ha portato
nei livelli più bassi. Sembrava di essere in un film di Indiana Jones, è stata una
domenica molto avventurosa. Nel discendere i pozzi, le scalette metalliche si staccavano
da sotto i piedi precipitando verso il basso, nel camminare lungo le gallerie, il
pavimento sprofondava sotto i piedi.
Siamo sempre stati in sicura durante tutta lesplorazione attraverso luso delle
corde, in quanto avevamo previsto lo stato di degrado dellambiente.
E stata unesperienza che è valsa la pena di vivere e che sicuramente non
dimenticherò.
Anche la Sardegna ad esempio, che è meta del Gruppo tutti gli anni, riserva sempre
qualche bella sorpresa. Qui anche la grottarella più insignificante è qualcosa di
eccezionale, di recente abbiamo provato anche lescursione in acqua per mezzo della
muta subacquea.
Sempre in tema di acqua, ultimamente stiamo praticando anche del torrentismo!
E
che dire poi delle escursioni che organizziamo con i bambini delle scuole, ne
combinano sempre una, e attraverso la loro esperienza, le loro affermazioni e domande
semplici e a volte banali, riescono a farti vedere lambiente ipogeo in maniera
diversa.
Cerchiamo di trasmettere loro limportanza di un comportamento civile e rispettoso di
questi ambienti unici e rarissimi che meritano di rimanere tali.
Durante la sua esperienza non ha mai avuto incidenti ?
La risposta è si, ma mai gravi.
Gli incidenti come in tutte le cose possono capitare, basta stare attenti, poi comunque
limprevedibile non è possibile prevederlo!
Potrebbe raccontarne laccaduto ?
Non vorrei che il mio racconto possa far giudicare la speleologia uno sport
pericoloso, comunque in effetti, ho avuto più di un incidente. Per ben 2 volte sono
"volato" da un pozzo e in entrambi i casi la causa è stata la rottura per
tranciamento del filo dacciaio di una scaletta metallica (attrezzatura tra
laltro ormai in disuso nella speleologia moderna). Devo riconoscere comunque che in
entrambi i casi parte della colpa è da attribuirsi a negligenza nellutilizzo
corretto di tale attrezzatura.
E successo tanti anni fa e alle prime esperienze, penso proprio che non mi
riaccadrà più.
Altro incidente ma senza conseguenze gravi mi è capitato ad unuscita effettuata in
una cavità con la caratteristica di essere un inghiottitoio, una cavità prevalentemente
verticale; un susseguirsi di pozzi intervallati da terrazze per intenderci.
Era periodo estivo e di conseguenza periodo di temporali anche improvvisi.
A me è toccato il compito di armarla (fissare le corde alla roccia per potersi calare) e
dopo essere sceso fino ad un laghetto, mi fermo in attesa che i restanti compagni mi
raggiungano. Da sopra il pozzo si sentivano voci gridare ma per leffetto
delleco e per lelevata altezza del pozzo non si riusciva a capire cosa
esattamente dicessero. Ho pensato a qualche incidente, anche se mi sembrava strano. Decido
quindi di risalire per verificare il tutto e a circa 10 metri daltezza ecco svelato
il mistero, una cascata dacqua improvvisa freddissima mi arriva dallalto
mandandomi subito nel panico. La portata dacqua aumentava sempre più, e io non
riuscivo più nemmeno a respirare li a 10 metri daltezza appeso alla corda. Per
risolvere, dentro di me in quel momento ho pensato a tutto e la cosa più logica era
quello di scendere, salire era impossibile. Vi era un problema però. Per poter scendere
bisognava inserire nella corda gli attrezzi per la discesa e staccare quelli per la
risalita e oltre al fatto di non riuscire a respirare avevo già le dita delle mani
congelate.
Dondolandomi sulla corda, sono riuscito a prendere respiro portandomi a lato dal getto
dacqua e così facendo sono riuscito anche a scendere.
Una volta sceso sono stato subito soccorso dai miei compagni che hanno fatto il possibile
per scaldarmi.
Tutto si è risolto per il meglio naturalmente e alla fine si è scoperto che un forte
temporale si era abbattuto sulla zona, dimostrando che il periodo scelto per
lescursione era sbagliato; in questo tipo di cavità è sicuramente meglio entrare
dinverno.
E stata un esperienza incredibile, bella da raccontare ma che non auguro a nessuno
di vivere.
Cosa le manca della speleologia ?
La moglie!
Mi piacerebbe tanto che mia moglie sia al mio fianco durante le escursioni e le
esplorazioni alle cavità. In effetti ho invidia quando vedo amici praticare lui e lei
assieme speleologia. Anche se però capisco le motivazioni di mia moglie.
Cosé per lei la speleologia ?
E sport, avventura, scienza, divertimento, compagnia, amicizia un mix di tante
cose.
Una attività che ti costringe ad uno sforzo fisico non indifferente, ma che
contemporaneamente ti rilassa i nervi e ti aiuta a scaricare la tensione nervosa
accumulata durante la settimana lavorativa. Questa risposta penso che non sia solo
personale, ma di chiunque pratica la speleologia! Ognuno poi, a seconda dei propri
interessi, la può vivere in maniera diversa.
Ha sogni nel cassetto ?
Beh!, sicuramente scoprire nuove cavità ma di un certo interesse, qualche ritrovamento
paleontologico ad esempio, o comunque qualcosa che faccia notizia.
Il poter continuare a fare della speleologia e magari avere un po più di tempo a
disposizione, anche se la famiglia ha sicuramente la priorità.
Per il futuro, se sarà rara la possibilità di avere la moglie a fianco, perché no mia
figlia quando raggiungerà letà?
Grazie del tempo che mi ha dedicato e a risentirci a presto.
Arrivederci, e in considerazione al fatto che mi ha fatto tutte queste domande,
perché non prova anche lei a fare della speleologia ?
E cosa dovrei fare esattamente?
Trovare un Gruppo Grotte attivo nella zona in cui abita, normalmente presso le sezioni
CAI si possono reperire informazioni, adesso anche Internet è un ottimo strumento di
ricerca.
Dopo basta semplicemente riempire un modulo di iscrizione con i rispettivi dati
anagrafici, far pervenire in tempi brevi un certificato medico che attesti la sana e
robusta costituzione e una foto tessera per liscrizione annuale al CAI.
Non è che sempre durante lanno si organizzano corsi, solitamente raggiunto un
quorum di persone, il corso viene effettuato.
Per quanto riguarda il mio Gruppo informazioni più aggiornate si possono anche avere
presso il nostro sito internet www.gruppogrottegallarate.it
Grazie di nuovo e a risentirci presto quindi!
(Intervista di Venegoni Marco, intervistato idem)
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