Si stanno intensificando, da un paio di anni a questa parte, le
esplorazioni in cavità artificiali soprattutto miniere.
Per quel che riguarda le miniere abbandonate abbiamo dedicato
qualche weekend in Val d’Ayas, in Val d’Aosta, nelle miniere di
Brusson e Arbaz.
“Guardando” in molte zone accessibili solo con tecniche
speleologiche: armando pozzi, facendo traversi su laghi e
inoltrandosi in zone parzialmente allagate abbiamo “sfogato” la
nostra voglia di conoscere posti inaccessibili.
Numerose uscite sono state dedicate anche alle miniere di Brosso,
nei pressi di Ivrea (TO), dove gli oltre 150 chilometri di gallerie
permettono di girare all’interno dei vari cantieri per ore senza
dover ripassare nello stesso punto.
In queste miniere di minerali di ferro sono presenti ancora diversi
manufatti quali carrellini, binari con scambi, scivoli inclinati di
oltre 50 metri, fornelli di carico che, oltre ai colori molto
vivaci, dovuti all’alterazione dei minerali, e alle concrezioni
simili a stalattiti e stalagmiti, formate da ossidi e idrossidi di
ferro e fango, rendono l’ambiente molto suggestivo.
Molto particolare è il colore rosso sangue dei laghetti e
fiumiciattoli presenti, dovuto agli idrossidi di ferro presenti in
sospensione.
Il varesotto, terra a noi cara e soprattutto vicina, è stata
anch’essa sede di diversi insediamenti minerari di media e piccola
dimensione, oggi praticamente dimenticati.
La/e miniere di Valvassera dove fino agli anni 60 veniva estratto
piombo e argento possiede anch’essa lungo il suo tragitto molte
tracce del suo passato. Una volta raggiunto il suo ingresso e aver
percorso circa una quarantina di metri, si apre a pavimento un pozzo
alto circa 25 metri accessibile solo con corda, che da accesso poi
successivamente per mezzo di scalette in ferro ormai fatiscenti
per via della ruggine, ai vari livelli inferiori di scavo ed
estrazione. Nel suo interno delle gallerie, sono ancora presenti oltre ai binari
con i relativi carrelli, anche alcuni attrezzi tra cui, un grosso banco di lavoro con smorza, badili, picconi,
secchielli ecc..Il suo stato di abbandono ha reso pericolosissima la
visita al semplice escursionista, l’ascesa ai vari livelli è
possibile effettuarla solo con attrezzatura speleologica.
Per vedere alcune bellissime foto .....
Molto interessanti sono anche le miniere in provincia di Bergamo, in
Val Seriana e Brenbana, dove molte miniere si aprono in rocce
calcaree incrociando più volte cavità naturali con pozzi anche molto
profondi e il cui accesso non sarebbe stato possibile se non fossero
state aperte queste miniere.
Testo scritto da Pisoni Piero li 01 Ottobre 2000
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